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Digital workspace: come sta cambiando il modo di lavorare?

scritto da Flaviano Roncalli il 02 dicembre 2019

Il digital workspace, che IDC definisce anche future workspace, cambierà definitivamente il modo di lavorare così come l’abbiamo conosciuto finora. Secondo un recente studio condotto dalla multinazionale specializzata in ricerche di mercato in ambito IT, entro il 2021 il 60% delle aziende Global 2000 (cioè le più grandi organizzazioni quotate al mondo) adotterà “un nuovo concetto di spazio di lavoro in grado di migliorare l’esperienza e la produttività dei dipendenti attraverso un ambiente fisico e virtuale più flessibile, intelligente e collaborativo”. Il mutamento sarà epocale, poiché “lo spazio di lavoro futuro non sarà statico o a orari prestabiliti, ma sarà ovunque, in qualsiasi momento, su ogni device, mutuando l’inclinazione di millennial e nativi digitali”. Quanto tracciato da IDC come scenario che ci attende dietro l’angolo si riferisce a un cambiamento che già oggi sta interessando le imprese, incluse quelle italiane. Il termometro del fenomeno lo si ricava dalla crescita costante degli smart worker che, in base all’ultima ricerca dell’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano, nel nostro Paese hanno raggiunto la ragguardevole cifra di 480 mila.

 

Digital workspace, non solo mobilità

Digital workspace e smart working non sono sinonimi, ma hanno in comune alcuni aspetti del modo di lavorare che caratterizzerà sempre di più in futuro la relazione tra azienda e dipendente. Uno su tutti, la mobilità. Ma, mentre questo concetto è cruciale nel cosiddetto “lavoro agile”, nel digital workspace rappresenta uno degli elementi. Al centro, infatti, il digital workspace pone la progettazione di un ambiente di lavoro incentrato sull’ottimizzazione della user experience dei dipendenti. In pratica, punta a realizzare il luogo ideale in cui ciascuno possa esprimere il proprio talento, così da svolgere al meglio i compiti che gli sono stati assegnati. Per questo, il primo passo necessario nell’implementazione del digital workspace in azienda richiede una mappatura esaustiva delle modalità di collaborazione in essere e dei fabbisogni dell’impresa, affinché tali modalità siano mantenute o migliorate. Occorre, cioè, definire una strategia complessiva a cui corrisponda il modello di digital workspace più adeguato.

 

Costruire il digital workspace con il partner giusto

Costruire l’ambiente ideale di lavoro, tramite il digital workspace che meglio si adatta alla tipologia di organizzazione, è possibile. Lo è ancora di più se ci si affida a un partner tecnologico che copra in outsourcing questa esigenza. Spesso, infatti, i C-level hanno chiari gli obiettivi in termini di maggiore produttività o di soddisfazione del personale da raggiungere, ma non padroneggiano tutte le risorse tecnologiche in grado di favorire l’ottenimento di questi risultati. Hanno bisogno, in altre parole, non solo e non tanto di un vendor IT, quanto di un alleato che li affianchi nella creazione di un ambiente fisico e virtuale più flessibile, intelligente e collaborativo”, per citare IDC. Spetterà a quest’ultimo l’onere di “confezionare su misura” il modello di workspace più adatto per l’organizzazione, on premise oppure mobile, che si presti ad attuare quel cambiamento nel modo di lavorare da cui dipende la capacità stessa dell’azienda di competere sui nuovi mercati globali.

 

Come funziona l'IT nel digital workspace

Oggi i partner IT che offrono soluzioni per l’adozione del digital workspace conoscono in profondità l’evoluzione del mondo del lavoro, proprio perché il loro core business è concentrato su questo tema. Si occupano, perciò, della progettazione, installazione, configurazione, gestione, manutenzione e aggiornamento dell’infrastruttura. In aggiunta, propongono sia il noleggio della parte hardware (desktop, laptop, tablet, auricolari ecc.) sia la gestione delle licenze per gli applicativi e i software di collaboration. Infine, curano la endpoint security e l’assistenza concordando opportuni livelli di SLA (Service Level Agreement) con il committente. In questa maniera, danno all’azienda la tecnologia di cui necessita come servizio, liberandola così da quei costi fissi infrastrutturali che non tengono conto dell’evoluzione rapida e continua del modo di lavorare. Un’evoluzione rispetto alla quale il classico acquisto di hardware e software va incontro a prematura obsolescenza. Perché se il lavoro sta cambiando, e il digital workspace ne è un riflesso, anche la modalità attraverso cui ci si avvale della dotazione IT deve essere conforme al cambiamento in atto.

 

Scritto da Flaviano Roncalli - Chief Financial Officer & Chief Operations Officer icons8-colore-50

 

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Tag: Digital Workplace