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Come fare smart working in sicurezza con WESTPOLE

scritto da Michele Onorato il 09 luglio 2020

Il tema della sicurezza nello smart working oggi è una delle preoccupazioni dominanti di CIO e IT manager. Soprattutto in seguito all’emergenza Coronavirus, che ha impresso una forte accelerazione al “lavoro agile”, la sicurezza applicata allo smart working ha investito un numero di aziende nettamente superiore a quelle rilevate dagli ultimi dati Eurostat, che registravano in Italia nel 2019 un 3,6% di smart worker sul totale dei lavoratori dipendenti. In pratica, una percentuale rimasta quasi identica a quella dei due anni precedenti, anche dopo l’entrata in vigore della legge n. 81/2017. WESTPOLE non si è affacciata solo adesso sul mondo delle tecnologie che abilitano allo smart working, e tanto meno su quello della sicurezza. Su entrambi già da tempo propone soluzioni collaudate che, nel primo caso, si possono sintetizzare nella digitalizzazione del posto di lavoro, e perciò nella “naturale” remotizzazione dei collaboratori, con il suo Workplace as a Service; nel secondo, vede una Business Unit dedicata alla security.


La BU security WESTPOLE per la sicurezza nello smart working

Workplace as a Service e BU security non rappresentano due offerte distinte per garantire la sicurezza dello smart working. L’approccio di WESTPOLE prevede un insieme di servizi gestiti che integrano la copertura a 360 gradi di un ambiente aziendale sempre più decentralizzato ed esteso. La sicurezza riferita allo smart working, infatti, deve la sua complessità al fatto che la superficie d’attacco aumenta esponenzialmente, estendendosi dal datacenter fino all’ultimo device. Quindi, non basta occuparsi della endpoint security (cosa che, ovviamente, WESTPOLE non trascura per esempio grazie alla partnership con Trend Micro), ma è necessario inserire la salvaguardia dei dispositivi all’interno di un presidio completo di tutti gli asset aziendali. La BU specializzata di WESTPOLE, a tal proposito, gestisce integralmente le esigenze di protezione dell’azienda predisponendo adeguate soluzioni tecnologiche per le 5 aree potenzialmente esposte: network security, content security, datacenter & cloud security, identity & access management, application security. A questo aggiunge la collaborazione con una rosa di vendor qualificati in grado di offrire i più alti standard di sicurezza per lo smart working.


Anytime, anywhere, any device: la partnership con Cisco

Il primo di questi vendor è Cisco, di cui WESPOLE è Gold Partner in tutti e 4 gli ambiti contemplati dalla multinazionale statunitense: networking, collaboration, datacenter e security. Sul fronte della sicurezza nello smart working, WESTPOLE condivide la strategia di Cisco: “anytime, anywhere, any device”. Concretamente significa avere a disposizione risorse all’avanguardia per un’attività a distanza a prova di incidenti e di violazioni. Tutta la linea Cisco Webex, per esempio, supporta sistemi di video conferencing che minimizzano le distanze rendendo le riunioni un’esperienza quasi identica a quando i partecipanti si trovano nel medesimo ufficio. E questo vale anche per il team working, con funzionalità di messaggistica, condivisione file e schermo che facilitano il lavoro di gruppo. Inoltre, la serie Room integra dispositivi intelligenti negli schermi che si adattano alle dimensioni della sala e al numero delle persone presenti. A completare il quadro un sistema come Cisco Meraki, pensato apposta per mettere in sicurezza e ottimizzare MDM (mobile device management) e WAN (wide area network) mediante un’unica architettura controllabile da dashboard.


Perché WESTPOLE ha scelto Apple per uno smart working più sicuro

Un altro partner che contribuisce a elevare ulteriormente la sicurezza nello smart working è Apple. WESTPOLE è diventata Apple Authorized Reseller per il segmento B2B enterprise, scegliendo il colosso di Cupertino proprio per la qualità e la sicurezza by design, cioè nativa, dei suoi prodotti. Basti pensare ai metodi di autenticazione face ID e touch ID, con cui accedere ai dispositivi, o ancora alla criptazione delle informazioni su una parte del chip dello smarthpone con il cosiddetto Secure Enclave. WESPOLE ha scelto Apple anche per la semplificazione che l’adozione di MAC, iPhone e iPad comporta per la gestione della flotta di device da parte dell’IT, una delle principali criticità in materia di sicurezza associata allo smart working. Tramite il portale Apple Business Manager, infatti, viene attuata la filosofia dello zero-touch deployment che elimina l’impegno del reparto IT di doversi occupare del roll-out per gli utenti finali. Il che vuol dire che è sufficiente creare un profilo di configurazione per mettere in mano un device già pronto all’utilizzo da remoto in totale sicurezza.

 

Scritto da Michele Onorato  Security Office Manager icons8-colore-50

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Tag: Smart Working