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Smart Working, tecnologia e manutenzione hardware: 5 errori da non commettere

scritto da Claudio Rossi il 27 maggio 2021

Le tecnologie odierne rappresentano un elemento di fondamentale importanza per il regolare svolgimento del lavoro in Smart Working. L'esplosione di questo fenomeno ha impattato su molte aziende costringendole, con tempi stringenti, a organizzarsi nell’acquisto di dispositivi utili ai propri dipendenti. Proprio la rapida diffusione di questo evento non ha permesso alle aziende una corretta pianificazione di risorse e processi, spesso a discapito della continuità operativa garantita dalla manutenzione hardware.  Quali sono, quindi, gli errori assolutamente da non commettere nella pianificazione della manutenzione hardware? Di seguito vediamo i cinque errori più frequenti.


1- No, non è vero che basta solo un PC

Spesso c’è la falsa credenza che sia sufficiente un comune PC o laptop per supportare la produttività del personale, abilitando l’utente, “magicamente” allo smart working. Beh, non è esattamente così. L’azienda non si deve limitare alla semplice consegna dei PC. Questo non basta più, in quanto i paradigmi utilizzati per supportare l’utente nel vecchio contesto lavorativo sono cambiati a favore dello smart working. Gli strumenti utilizzati dal lavoratore devono essere fruibili da qualsiasi luogo e pertanto l’infrastruttura tecnologica a supporto deve essere adattata in tal senso. Potrebbe tornare utile alla causa implementare soluzioni MDM o utilizzare di repository in cui inserire le applicazioni necessarie a garantire la produttività del lavoratore. L’azienda deve quindi assicurarsi che il dipendente sia in grado di governare al meglio lo strumento informatico messo a disposizione.


2- Imporre agli utenti dispositivi non “confortevoli”
 

Sono molte le aziende che, al fine di limitare i costi necessari all’acquisto di hardware dotano i propri dipendenti di tecnologie poco conosciute o desuete.  Questo tipo di approccio non mette l’utente in una condizione di miglioramento in termini di produttività. L'introduzione del concetto di Employee Choice” o “Bring your own device” (“BYOD”) abilita l’azienda a fornire dispositivi tecnologici adatti alle esigenze dei lavoratori, mettendoli nella migliore condizione per poter essere produttivi e performanti. Attraverso questo approccio di fornitura del dispositivo aziendale, i dipendenti possono scegliere i device tra quelli resi disponibili dal programma.  La selezione dei dispositivi da assegnare avviene sulla base delle conoscenze e delle abitudini dei propri dipendenti. Questo programma si ripercuote positivamente anche sulla numerosità delle chiamate di supporto e manutenzione in quanto l’utente conosce molto meglio il dispositivo scelto.


3- Non prendere in considerazione più opportunità
 

Spesso, anche nelle aziende più strutturate, non è semplice avviare un processo di cambiamento. La classica battuta: “Eh, ma abbiamo sempre fatto così” solitamente denota una resistenza nell’adottare nuovi processi e procedure. Perseguire un metodo di lavoro come smart working necessita di flessibilità e predisposizione al cambiamento. Anche i processi più basilari relativi all’approvvigionamento hardware e gestione cespiti sono oggetto di ridiscussione. L’utilizzo di sondaggi e interviste ai propri dipendenti sono utili a identificare quale tecnologia viene utilizzata nella loro vita privata. L’azienda quindi potrebbe costruire dei programmi di adozione tecnologica basati sui vendor di preferenza, quali Apple, Microsoft o altro. La transizione ad una tecnologia Apple, ad esempio, potrebbe introdurre miglioramenti in termini di produttività e minori costi operativi e hardware.


4- Non allocare le opportune risorse

 Le attività di service desk a supporto degli utenti e le chiamate di manutenzione hardware sono gli elementi più impattanti nel ciclo di vita relativo alla gestione dei pc aziendali. Senza un’adeguata pianificazione e strumenti utili a monitorare lo stato del parco macchine, è difficile mantenere un ecosistema perfettamente produttivo e funzionale. Quindi l’organizzazione e in particolare il dipartimento IT, deve tenere sotto controllo tutti questi indicatori che nel bilancio annuale sono fondamentali per una corretta gestione.


5- Non considerare importante la sicurezza

Attualmente l’adozione in azienda dello smart working è paragonabile ad un benefit attrattivo per i nuovi talenti. Lavorare in modo flessibile e basandosi sui risultati garantisce l’aumento della soddisfazione dei dipendenti. Chiaramente, gli strumenti forniti devono rispettare alti livelli di sicurezza per prevenire attacchi informatici che possano compromettere i dati aziendali. L’adozione di device Apple, ad esempio, coniuga il massimo livello di produttività e sicurezza per un utente che li utilizza. L’organizzazione deve assolutamente proteggere i propri dipendenti e i dati aziendali da malintenzionati sfruttando le migliori tecnologie oggi presenti sul mercato massimizzando al tempo stesso la produttività e la flessibilità del lavoro.

 

Scritto da Claudio Rossi - Apple Offering Manager icons8-colore-50


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Tag: Smart Working